REGENI, L’UNIVERSITÀ UNINT ADERISCE ALL’INIZIATIVA “LE UNIVERSITÀ PER GIULIO”

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Il 29 aprile 2026 alle ore 16, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi Internazionali di Roma – Unint, un videomessaggio dei genitori di Giulio Regeni introdurrà la proiezione speciale del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni.

A seguire, un dibattito al quale parteciperanno vari docenti dell’Ateneo: Antonella Ercolani, Giuseppe Pisicchio, Danilo Breschi, Angelo Iacovella.

L’evento è organizzato dall’Università degli Studi Internazionali di Roma – Unint nell’ambito dell’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni” promossa dalla Senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore.

L’iniziativa, presentata oggi in Senato durante una conferenza stampa a cui hanno preso parte, fra gli altri, la Senatrice Cattaneo, i genitori di Giulio Regeni, l’avvocata Alessandra Ballerini, il regista del documentario Simone Manetti, gli autori Emanuele Cava e Matteo Billi, consiste in un ciclo di eventi che si terranno fra aprile e maggio 2026 in ben 76 atenei in tutta Italia per un pubblico di oltre 15 mila persone, tra studenti, ricercatori, personale accademico e cittadini.

“Il caso di Giulio ha turbato tutta l’Italia, e in particolare i docenti, gli studenti e il personale della nostra Università” dichiara la Rettrice dell’Unint, Mariagrazia Russo. “Un giovane e brillante ricercatore, recatosi in un paese amico come l’Egitto per continuare i suoi studi, è stato barbaramente torturato e ucciso, e successivamente sulla vicenda è calato un terribile, insopportabile muro di silenzio e di depistaggi che ancora oggi impedisce di conoscere la verità su quanto accaduto. La libertà di ricerca e la protezione dei diritti della persona sono un tratto fondamentale della nostra civiltà, e in Unint non intendiamo rinunciarvi”.

“La storia di Giulio Regeni, grazie al coraggio e alla forza della sua famiglia” ricorda la Senatrice Cattaneo “non si è conclusa con il ritrovamento al Cairo del suo corpo senza vita, dieci anni fa: al contrario, Giulio continua a vivere e a ‘fare cose’ attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso che Giulio ha difeso da studioso”.

“Siamo onorati e grati per questa iniziativa” hanno dichiarato i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, “che coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo, vanno sempre protetti. Dal documentario traspare sia la figura di Giulio, ricercatore integerrimo ed appassionato, che la violazione dei diritti che è stata compiuta su di lui”

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