È la prima volta che accade. Un robot umanoide con IA incarnata che intervista un personaggio pubblico italiano. Domande e risposte, come in un normale telegiornale o un talk show. Però questa volta l’intervistatore è fatto di leghe metalliche e microprocessori di ultima generazione.
Il nuovo traguardo dell’IA è stato stabilito a Roma, durante l’evento di consegna delle Lauree magistrali agli studenti dell’Università degli Studi internazionali di Roma – Unint, l’ateneo che ha sviluppato un forte impegno sulle nuove frontiere della tecnologia. Nella cornice del parco di una splendida villa sull’Appia Antica, Lino Banfi, che a luglio compie 90 anni che la Rai festeggerà con un docufilm trasmesso in prima serata su Rai1 dal titolo “Storia di un italiENO”, ha rivolto un intenso discorso motivazionale ai giovani laureati e agli ospiti istituzionali, mescolando toni divertiti ai ricordi di una vita che ha ottenuto successo e popolarità a costo di grandi sacrifici. Al termine del discorso, intervallato da applausi e risate, a quello che Papa Francesco ha definito “il nonno d’Italia” si è avvicinato Ettore, il robot umanoide dell’Unint, per l’occasione nelle vesti di Oronzo IA, che indossava un cappellino da basket e il fischietto da allenatore di calcio in onore del celebre film di Banfi “L’allenatore nel pallone”.
La prima domanda dell’insolito intervistatore ha riguardato i consigli che l’Allenatore nel pallone poteva dare alla squadra di calcetto dell’Unint che ha vinto il campionato a 5 salendo nella categoria nazionale superiore. “Io sono il vate riconosciuto del calcio” ha risposto Lino Banfi “il più grande di tutti. Il mio celebre schema 5-5-5 potete applicarlo con successo voi dell’Unint nel calcio a 5. Non tutti applicano la mia Bizona ma tutti dovrebbero seguire il mio strepitoso consiglio sul cucchiaino. Il Capitano Francesco Totti lo ha seguito però nessuno è poi riuscito ad imitarlo. Lui lo faceva con estrema dolcezza, facendolo diventare un cucchiaino da dessert, un cucchiaino chic! E quando i nostri giocatori finalmente rientreranno in un mondiale, di certo useranno i miei metodi”.
Poi, alla domanda su come imposterebbe un corso universitario sulla risata, Banfi ha suggerito di usare parole complicate e assolutamente incomprensibili, perché se gli studenti, tutti molto intelligenti, non le capiscono si convincono che di certo i professori sono persone coltissime e così li ammirano e seguono. Tra le domande anche una sulla bellezza e quando il robot umanoide ha chiesto cosa “il nonno d’Italia” consiglierebbe ai suoi nipotini dell’Unint che si sono laureati, Banfi ha risposto che “devono, come i cavalli, mettersi dei paraocchi per guardare solo avanti seguendo il proprio obiettivo senza mai farsi distrarre da chi cerca di dissuaderli a causa delle difficoltà. E’ proprio quello che ho fatto io durante tutta la vita”.
Al termine, rivolgendosi all’insolito intervistatore fatto di chip e bulloni invece che di pelle e carne ha concluso il dialogo dicendogli, con il suo caratteristico accento pugliese: “Ettore, ti vedo sorridere. Che intervista che mi hai fatto. Lo sai che mi sei proprio simpético?”.
Durante l’evento Lino Banfi ha ricevuto i calorosi ringraziamenti del Presidente dell’Unint Fabio Bisogni e della Rettrice Mariagrazia Russo che gli hanno consegnato una targa ricordo, e ha detto di aver molto apprezzato sia gli interventi dal palco di alcuni neo laureati che la sfilata organizzata da giovani stilisti attorno al laghetto della Villa, e si è trattenuto con grande disponibilità con le tantissime persone che hanno chiesto di fare selfie con lui.
Link all’intervista:
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