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UNINT VOICES

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Redazione universitaria

 

UNINT VOICES è la sezione redazionale dell'Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT che raccoglie interviste, articoli e interventi su diversi temi d'attualità e sulla vita d'Ateneo.

Gli studenti dell’Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT) hanno presentato il primo evento del ciclo “UNINTalks: gli studenti incontrano le realtà internazionali”. Il progetto è frutto dell’iniziativa degli studenti del curriculum in Relazioni Internazionali del corso di laurea magistrale in Economia e Management Internazionale tenuto all’interno dell’Ateneo romano, vincitori del bando UNINTRAPRENDENZA lanciato dall’università con lo scopo di dar voce alle proposte degli studenti e finanziarne i progetti. 
UNINTalks consiste in un ciclo di conferenze incentrate su alcuni dei temi più discussi e attuali nel panorama delle relazioni internazionali, tra cui le strategie di sviluppo sostenibile, la tutela dei diritti umani e la cooperazione internazionale. Quello che caratterizza gli eventi targati UNINTalks è che sono gli studenti stessi a decidere da quale angolazione affrontare queste tematiche, offrendo ai propri colleghi la possibilità di incoraggiare il dibattito e di portare all’attenzione di un pubblico quanto più vasto le sfide poste in essere per il futuro dell’umanità e del nostro pianeta. Mettere gli studenti al centro del cambiamento e renderli protagonisti del proprio futuro è la missione degli artefici del progetto UNINTalks, consapevoli del ruolo centrale che le università sono chiamate a ricoprire come membri della società civile e convinti del fatto che il futuro dell’umanità debba essere al centro degli interessi di ogni studente di relazioni internazionali.  Numerosi ospiti provenienti dai più disparati ambienti internazionali hanno accettato l’invito a partecipare a questa conferenza all’insegna dello sviluppo sostenibile e dell’informazione relativa a questa urgente questione. 
 
“L’università è un luogo in cui formarsi ed informarsi” - ha sottolineato Fabio Bisogni, vice-presidente dell’Università UNINT, durante l’intervento in apertura della conferenza - “e l’obiettivo comune di UNINTalks ci porta a essere partecipi di questa giornata, con l’augurio che sia all’insegna dell’intraprendenza”. Alessandro De Nisco, preside della Facoltà di Economia presso l’Ateneo, nel suo intervento ha sottolineato che “l’università è composta da studenti e non docenti, e questa iniziativa deve essere di ispirazione affinché siano gli studenti i protagonisti di questa realtà, per crescere tutti insieme”. Giulia Costella, capoprogetto dell’iniziativa UNINTalks, ha poi dato il via alla conferenza, affermando che lo scopo principale dell’iniziativa è “dare agli studenti l’opportunità di avvicinarsi al mondo delle relazioni internazionali, ponendosi al centro del futuro di questo pianeta”.
 
Durante il primo panel, il professor Roberto Tarallo, docente di Accountability delle Organizzazioni Internazionali e già funzionario presso la Banca Mondiale, ha puntualizzato quanto siano complicate e impegnative le sfide che si prospettano ai fini del conseguimento di un futuro del tutto sostenibile e a impatto zero sul pianeta e sull’ambiente: “costruire un’economia sostenibile e porre fine alla povertà che piaga il mondo sono i prerequisiti fondamentali per arrivare a uno sviluppo sociale ed economico sostenibile, inclusivo e paritario”. Dopo aver sottolineato l’importanza del settore privato e della cooperazione internazionale per l’ottenimento di un futuro sostenibile, il professor Tarallo ha affermato che “molti paesi fronteggiano situazioni di fragilità e conflitto che inficiano pesantemente sulla loro sostenibilità: possiamo contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile solo lavorando insieme. Cooperando, è tutto alla nostra portata. Lavorare per ottenere la sostenibilità è una missione importante e complicata, ma alla portata di tutti, specialmente dei giovani”.
 
Dopo l’intervento del professor Tarallo, la parola è andata a David Suttie, funzionario dell’IFAD (Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo). Nel suo intervento, Suttie ha ricordato come “molti paesi dell’Ovest del mondo hanno causato veri e propri disastri nel tentativo di sollevare alcuni paesi dalle loro situazioni di insostenibilità. Bisogna considerare le situazioni individuali di ogni paese prima di intervenire e creare delle soluzioni ad hoc”. Inoltre, dopo aver spiegato come ogni singolo paese abbia le proprie esigenze e non si possa creare un’unica soluzione che calzi a tutti, Suttie ha posto l’accento sul fatto che “bisogna cominciare dai piccoli produttori terrieri, perché essi sono la parte più grande delle realtà rurali a cui l’IFAD porge la mano. I piccoli produttori producono oltre il 90% delle risorse agricole dei paesi in via di sviluppo, producendo anche la stragrande maggioranza dei posti di lavoro disponibili all’interno del paese. È importantissimo cominciare il lavoro di advocacy e assistenza tecnica da loro, piuttosto che creare grandi progetti impossibili da implementare”.
 
La parola è quindi andata al professor Daniele Alesani, docente di Management delle Organizzazioni Internazionali presso l’Università UNINT ed esperto di Management presso l’IAEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica). “L’IAEA è un ente scientifico” - ha sottolineato il docente - “e non fa lavoro sul campo. Principalmente, nell’ambito dello sviluppo sostenibile, l’Agenzia si occupa di svolgere ricerche per l’uso dell’energia nucleare nella purificazione delle acque e dei cibi, in stretta collaborazione con la FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, al fine di rendere queste tecnologie accessibili in ogni tipo di contesto”. 
 
Dopo l’intervento del professor Alesani, la parola è andata ad Andrea Sonnino, funzionario dell’ENEA ed ex FAO. “Il vero problema è che le riserve alimentari ci sono e sono sovrabbondanti, ma solo in alcuni paesi. Abbiamo di fronte un grave problema di disuguaglianza, perché molti paesi soffrono condizioni di diffusa obesità, mentre altri fronteggiano carestie e gravi problemi di malnutrizione. Col passare del tempo, questa situazione non farà che aggravarsi se restiamo a guardare, e le risorse naturali del pianeta sono fortemente a rischio”.
 
Dopo un breve intervento da parte di Giorgia Della Valle e Monica di Vico, rispettivamente volontaria AMKA per la progettazione in Guatemala ed esperta per la progettazione in Guatemala, le quali hanno presentato il progetto “Creciendo Unidos”, basato sull’implementazione di progetti in base ai bisogni e ai desideri delle popolazioni locali e allo sviluppo di un’agricoltura sostenibile senza l’uso di fertilizzanti chimici, la parola è andata ad Alice Canforini, studentessa del corso di Economia e Management delle Organizzazioni Internazionali, che ha brevemente introdotto l’argomento dei cambiamenti climatici. Dopo l’intervento di Alice, Fabrizio Furbini, funzionario ENEL, ha sottolineato l’importanza di diversificare l’approccio nei confronti dei paesi sviluppati o in via di sviluppo, tema delicatissimo e di fondamentale importanza, specialmente per quanto riguarda l’implementazione di tecnologie all’avanguardia: “col passare del tempo, si parla sempre più di prosumers, consumatori e produttori allo stesso tempo. Bisogna diversificare l’approccio a seconda di chi si ha davanti, poiché in alcuni paesi la maggior parte delle persone su cui andrà a influire l’intervento di un’organizzazione non è interessata all’implementazione di soluzioni tecnologiche costose e troppo avanzate rispetto al livello locale, rendendo lo sforzo inutile”.
 
Successivamente, Emilio Sassone Corsi, docente presso l’Ateneo che ha ospitato l’evento, ha approfondito il tema della transizione energetica e ha fornito importanti informazioni riguardo i livelli di CO2 presenti nell’atmosfera rispetto a quanto essa sia effettivamente capiente. Nives della Valle, esperta di economia comportamentale presso l’EURAC (Istituto per le Energie Rinnovabili), ha poi spiegato come le tendenze tipiche della natura umana vadano a complicare ulteriormente il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile: “gli esseri umani, di fronte a una tentazione, prendono decisioni irrazionali senza pensare alle conseguenze. Le limitazioni cognitive e il contesto in cui ci si trova giocano un ruolo chiave nelle decisioni che vengono prese a tutti i livelli, partendo dall’acquisto di cibo spazzatura mentre si è in fila al supermercato fino ad arrivare allo spreco di risorse fondamentali per ottenere guadagni superiori. Il fattore umano è la chiave dello sviluppo sostenibile, se non cambia la mentalità, le sfide e le difficoltà poste in essere da questa delicatissima questione non faranno che diventare sempre più ostiche. Lo sviluppo di un contesto che possa portarci a prendere decisioni appropriate è il primo passo verso un pianeta pulito, sostenibile e in grado di ospitare la razza umana a lungo”.
 
Verso la parte conclusiva della conferenza, Lorenzo Sportiello, regista del film “Index Zero”, ha mostrato alcune clip provenienti dal film di sua produzione. Nel film viene mostrato un possibile futuro (fin troppo vicino) in cui la razza umana non è più sostenibile e vengono adottate soluzioni drastiche per fronteggiare il problema, portando il mondo a una situazione post-apocalittica senza che un’apocalisse sia realmente avvenuta, in una proiezione di un futuro del tutto verosimile. 
 
Dopo l’intervento del regista, Tommaso Murè, Youth Delegate presso le Nazioni Unite, dopo aver condiviso la preziosissima esperienza fatta come rappresentante dei giovani presso un’Organizzazione della portata delle Nazioni Unite, ha sottolineato l’importanza dei giovani nel contesto internazionale e nel decision making che riguarda i giovani stessi: “ogni decisione che riguarda i giovani va presa dal punto di vista dei giovani, non dobbiamo lasciare nessuno indietro ed è di fondamentale importanza tutelare i giovani che si trovano abbandonati a loro stessi, senza un lavoro e senza la possibilità di studiare”.
 
Nell’ultimo intervento della conferenza, Dario Carrera, funzionario del network mondiale Impact Hub, ricollegandosi al precedente intervento di Nives della Valle, ha evidenziato l’importanza di una finanza a impatto zero, per un’innovazione che non abbia impatto negativo a livello ambientale. Le innovazioni che porteranno allo sviluppo di tecnologie a impatto zero devono avere un impatto minimo a loro volta. 
 
Dopo la pausa pranzo, Emilio Sassone Corsi ha impegnato gli spettatori della conferenza con un interessante workshop basato sul trovare una soluzione sostenibile per la produzione di energia in una piccola isola greca: Tilos. Fornendo i dati e le informazioni necessarie per elaborare una soluzione, gli spettatori si sono divisi in gruppi e hanno ideato le soluzioni più disparate. Particolarmente attivi e propositivi gli studenti delle scuole venuti ad assistere alla conferenza, a riprova del fatto che la costruzione di un futuro sostenibile e la salvaguardia di un pianeta già fin troppo affaticato dalla presenza umana debba partire dai giovani, da coloro che hanno realmente a cuore il futuro del pianeta dove passeranno il resto del loro tempo. 
 
Alla fine dell’evento, durante l’aperitivo organizzato dagli studenti a capo del progetto UNINTalks, tutti gli ospiti hanno espresso il loro profondo apprezzamento nei confronti dell’iniziativa, sottolineando l’importanza di una conoscenza solida e del coinvolgimento dei giovani in tutti i contesti in cui si discute del futuro dell’umanità. Poiché essi saranno i protagonisti del futuro. 
 

Fa tappa all’Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT uno dei #TranslatingEurope Workshop 2017: il ciclo di seminari, convegni ed eventi gratuiti e aperti a tutti promossi dalla direzione generale Traduzione (DGT) della Commissione europea e riguardanti tematiche del mondo della traduzione.
Il convegno del 24 ottobre, dal titolo “Eurolects: language contact and variational dynamics across European legislative corpora” (“Euroletti: contatto linguistico e dinamiche delle varietà nei corpora legislativi europei”), organizzato dal Gruppo internazionale di ricerca UNINT “Osservatorio sull’euroletto” e dall’Antenna italiana della DGT, è stato un evento che ha visto la partecipazione di relatori di spicco, accademici e linguisti, esperti di qualità legislativa e professionisti della traduzione provenienti dal panorama nazionale e internazionale. È stata l’occasione per presentare i risultati della prima fase dei lavori dell’Osservatorio (triennio 2013-2016) il cui obiettivo è verificare e/o confermare l’esistenza di varietà giuridiche proprie dell’Unione Europea (euroletti) che si differenziano dalle varietà giuridiche nazionali; l’analisi intralinguistica di 11 varietà legislative dell’UE si è basata sui dati tratti da un corpus multilingue –Eurolect Observatory Corpus - contenente direttive dell’UE e testi di recepimento nazionali.  
Tra i numerosi ospiti di rilievo abbiamo avuto l’opportunità di parlare con Ingemar Strandvik (Quality Manager della DGT, Commissione Europea) il quale, citando la Guida pratica comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, nel suo intervento ha parlato dell’importanza di ricorrere a un linguaggio chiaro e di facile comprensione per i tutti i cittadini europei, dimostrandosi soddisfatto dei passi in avanti compiuti in tal senso da parte di legislatori e linguisti e fiducioso in ulteriori miglioramenti. 
 
D: Do you think that everyday language is actually used at the EU level?
 
I.S: “I have to say that so far a lot has been done, language quality improved significantly. Legislators and translators agree with the principle of the Joint Practical Guide of the EU Parliament which set forth the necessity of clarity of expressions, considered of utmost importance compared to style evaluations. Even if things are changing and we are moving forward, the guidelines are still not fully applied. Besides, languages’ own characteristics need to be taken into consideration: there are languages that use a more plain and readable style than others. In my opinion there is no “black or white”: the clarity of expression is not a common rule yet but lot has been done and this research project – Observatory research group on eurolects – is greatly contributing to understand how to pursue the shared objective of clarity of expression.”  
Significativo è stato anche il confronto con Katia Castellani (referente della DGT in Italia), sull’interazione tra istituzioni europee e mondo accademico. “La collaborazione tra questi due mondi è un elemento imprescindibile”, afferma, “le istituzioni europee hanno senza dubbi un interesse a collaborare con il mondo accademico perché questo può fornire, tramite progetti specifici come nel caso del Gruppo di ricerca sull’euroletto della UNINT, elementi utili ad analizzare alcuni fenomeni e a comprendere meglio la percezione a livello nazionale di ciò che viene fatto a livello europeo. D’altra parte ci sono anche interessi più concreti: ad esempio, nel caso della DGT, l’interesse a collaborare con gli Atenei che offrono master in traduzione. È fondamentale che ci siano piani di studio validi che formano persone in grado di intraprendere una carriera professionale di successo all’interno delle istituzioni europee mantenendo gli standard di qualità da queste richieste”.
 
Infine, la Prof.ssa Laura Mori, coordinatrice scientifica del Gruppo internazionale di ricerca UNINT “Osservatorio sull’euroletto” quale esempio concreto di questa sempre maggiore sinergia tra istituzioni europee e mondo accademico. La Prof.ssa Mori ci ha raccontato cosa rappresenta per lei svolgere l’attività di ricerca nel campo della linguistica e di docente della Facoltà di Interpretariato e Traduzione: “la ricerca permette di proporre argomenti stimolanti all’interno della didattica; è un modo per generare un maggiore coinvolgimento di studentesse e studenti verso il mondo della ricerca accademica e, parallelamente, il confronto in aula e lo scambio durante le lezioni consente di riflettere diversamente sui temi al centro della mia attività di ricerca. Il progredire della ricerca è quindi da considerarsi una riflessione continua”. Facendo riferimento al reale apporto delle tesi di ricerca di studentesse e studenti UNINT all'interno del progetto di ricerca "Osservatorio sull'euroletto", la docente ha aggiunto: “molti lavori di tesi hanno stimolato spunti di riflessione per i docenti impegnati nel lavoro di ricerca e per loro è stata un’opportunità per applicare quanto appreso nel corso di Linguistica testuale e pragmatica di cui sono titolare, così come nei diversi corsi di traduzione o di linguistica delle lingue di studio". 
L’evento di oggi ha inoltre fatto sì che si creasse un'interazione non solo all'interno della realtà accademica ma anche con esperti del settore: traduttori professionisti, interpreti, funzionari provenienti da diverse realtà nazionali. Un piccolo affaccio alla Terza Missione, per fare in modo che questi primi risultati della ricerca possano essere divulgati anche nella società.
 
Durante il convegno è stato fornito un servizio di interpretazione simultanea da parte di alcuni studenti magistrali UNINT. Inoltre, i lavori dell’intera giornata sono stati trasmessi in diretta streaming; il video dell’evento è reperibile a questo link.
 

Il 15 e il 16 settembre scorsi l'Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT ha ospitato il congresso dell'Associazione Professioni Sanitarie Italiane Legali e Forensi - APSILEF dal titolo "Il futuro è adesso! La competenza legale e forense del professionista sanitario: strumenti ed esperienze a confronto".  L'evento è stato un'occasione per un confronto scientifico e culturale di alto livello su tematiche quali le innovazioni e le competenze professionali avanzate e altre tematiche di comune interesse per la grande comunità delle Professioni Sanitarie. Su Nurse24 un articolo riassume le due giornate dei lavori congressuali e degli interventi di stimati relatori esperti del settore che vi hanno preso parte.

Medaglia d'argento per la UNINT: secondo posto a livello nazionale per tasso di soddisfazione generale degli studenti internazionali. Clicca qui per scoprire di più consultando il rapporto finale ERASMUS+ dell'Agenzia Nazionale INDIRE.

Un Erasmus senza età

La storia di successo di una insolita studentessa austriaca alla UNINT: "se si hanno passione ed entusiasmo si può fare tutto”!

Qualche giorno fa abbiamo incontrato Brigitte, una "insolita" studentessa Erasmus proveniente dall'università austriaca di Klagenfurt, con cui la UNINT ha stretto da anni un accordo di partenariato. Non era il nostro primo incontro: già da febbraio Brigitte frequenta gli ambienti del nostro Ateneo in qualità di studentessa Erasmus. Curiosi di conoscere meglio la sua storia e la sua esperienza presso la UNINT, le abbiamo chiesto di concederci un po' del suo tempo per farle qualche domanda.

Nel corso della nostra chiacchierata abbiamo appreso che Brigitte ha un animo curioso ed è profondamente convinta del fatto che "se si hanno passione ed entusiasmo, si può fare tutto"; difatti, un imprevisto della vita non ha spento il desiderio di realizzare i suoi molteplici progetti futuri.

Chi è Brigitte

In pensione dall'età di 55 anni, a seguito di un incidente stradale che le ha causato degli handicap motori, la nostra studentessa si è dedicata alla ricerca sulle varietà dell'inglese in Africa e ha conseguito un dottorato; ha insegnato per tanti anni inglese e francese in Austria e nel Regno Unito e attualmente svolge attività di ricerca sul colonialismo tedesco e italiano e sui toponimi. Dal 2013 ha iniziato a studiare italiano frequentando dei corsi di lingua, ma non era abbastanza secondo lei: sentiva il bisogno di fare ulteriori progressi nell’apprendimento.

Perché l’UNINT

Su suggerimento di un ex studente Erasmus di Klagenfurt, che l'ha descritta come "un'ottima scelta e una valida esperienza", Brigitte ha deciso di venire a studiare all'Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT, da lei definita come una realtà a misura di studente dove avrebbe sicuramente potuto migliorare le competenze comunicative nella lingua italiana.

L’esperienza Erasmus

Ci ha poi raccontato che, anche se ormai ben integrata, all'inizio della sua esperienza Erasmus non è stato facile ambientarsi: “L'Erasmus offre davvero tanto e Roma è una città grande in cui c'è di tutto: dall'arte, ai concerti e tanti luoghi culturali e naturali da visitare anche nelle immediate vicinanze della città; sarebbe stato meglio se il soggiorno Erasmus fosse durato un anno", afferma poi un po' dispiaciuta mentre ci spiega quanto sia importante, secondo lei, integrarsi con la gente del posto per conoscere a fondo la cultura del paese che ti ospita. È questo il suo consiglio agli studenti che stanno per iniziare questa esperienza: studiare per gli esami universitari, ma ritagliarsi anche del tempo per fare altre attività. Una realtà cittadina così dispersiva si contrappone alla realtà più raccolta di un Ateneo come il nostro, un ambiente internazionale che si caratterizza per l'accoglienza e la possibilità di instaurare facilmente dei rapporti interpersonali. Quando le chiediamo di descriverci la sua esperienza qui da noi, Brigitte la riassume così: "efficienza e disponibilità, così descriverei in due semplici parole la mia esperienza alla UNINT. Consiglierò senza dubbi questa università ai futuri studenti che vorranno venire a fare l'Erasmus; qui ho incontrato gente molto disponibile e preparata e sono riuscita a instaurare un rapporto diretto anche con i professori, ai quali spesso ho potuto chiedere dei chiarimenti".

Progetti per il futuro

A oltre 70 anni di età, i progetti per il futuro di questa studentessa austriaca sono ancora tanti, a riprova delle sue grandi doti di tenaciaentusiasmo e passione: continuare a fare ricerca, future pubblicazioni, un viaggio in Grecia (dove c'è molto materiale utile per le sue ricerche) e magari un impiego lavorativo come insegnante per trasmettere ad altre persone i risultati delle sue ricerche. Oltre a ciò, non esclude però la possibilità di intraprendere altri programmi di studio in Europa o in America.

La voce dell’esperienza

Infine, a conclusione della nostra chiacchierata, Brigitte ci lascia i suoi consigli più saggi. Quando le chiediamo qual è, secondo lei, il segreto per una carriera di successo ci risponde così: “In primo luogo, è fondamentale conoscere i propri talenti e i propri interessi; consapevoli di questo, bisogna poi mettere passione ed entusiasmo in tutto ciò che si fa e inseguire i propri sogni. I greci sostenevano che bisogna conoscere anzitutto se stessi: è questa la chiave del successo!”.

Grazie Brigitte per la tua testimonianza di tenacia e instancabile volontà di arricchire il proprio bagaglio culturale.

L’arrivederci agli ultimi studenti internazionali in partenza per il rientro a casa

Anche negli ultimi giorni prima della meritata pausa estiva, in Ateneo si respira aria internazionale; molti dei nostri studenti in mobilità Ue ed extra-Ue si aggirano ancora tra le aule studio e gli uffici dell’Ateneo per sbrigare le ultime pratiche burocratiche e immortalare saluti nostalgici che sembrano tutto fuorché un addio.
Ecco un estratto dell’arrivederci di Ahmed: studente marocchino in Erasmus alla UNINT che ci ha regalato alcuni spaccati significativi della sua prima esperienza all’estero.
 
D: Sappiamo che sei qui da gennaio ormai: come descriveresti il tuo percorso alla UNINT?
Questa è stata la mia prima esperienza all’estero! Uno dei miei professori mi ha suggerito più volte di andare a studiare in un altro Paese perché un’esperienza del genere arricchisce la persona da più punti di vista. In Marocco sto per concludere il mio percorso di laurea triennale in linguistica inglese e alla UNINT ho svolto un periodo di tutorato in linguistica inglese con il professor Matte Bon e il professor Boyd. Parallelamente ho portato avanti la stesura della tesi con il sostegno del mio relatore che ha seguito le varie fasi di lavoro dal Marocco. In questi mesi ho avuto inoltre l’opportunità di esplorare nuovi campi approfondendo materie che non rientravano nel mio piano di studi tra cui letteratura araba, letteratura inglese, cultura e società dei paesi di lingua inglese. 
 
D: Hai incontrato difficoltà a seguire le lezioni?
No, tutt’altro. Le lezioni sono state molto utili e i docenti validi, disponibili ed efficienti; ho seguito tutti i corsi senza problemi. 
 
D: Prima di partire, eri contento di essere stato scelto per venire a studiare a Roma? E come ti senti oggi, a conclusione della tua esperienza Erasmus?
Ero molto emozionato! Tuttavia, i primi periodi in Italia e in particolare i primi due giorni sono stati tutt’altro che tranquilli! Non avevo una scheda telefonica italiana dunque non avevo modo di utilizzare internet o contattare qualcuno; inoltre, ho subito familiarizzato con il caos cittadino avventurandomi da solo sui mezzi di trasporto di Roma alla ricerca del mio appartamento e della UNINT. Non ero affatto scoraggiato o spaventato, anzi: ero divertito e alla fine ce l’ho fatta! Oggi posso dire che ne è valsa la pena: sono davvero contento e devo ringraziare tutti quelli che mi hanno sostenuto e incoraggiato a intraprendere questa nuova importante esperienza lontano da casa mia.
 
D: Pensi che gli italiani siano un popolo accogliente?
Non ho avuto alcuna difficoltà a relazionarmi con i giovani, anche poco più grandi di me, ma non posso dire lo stesso delle persone più adulte con cui spesso ho fatto fatica a dialogare per motivi linguistici e perché spesso si dimostravano sfuggenti… Qui a Roma ho condiviso con due ragazzi italiani un appartamento che ho trovato attraverso il servizio alloggi dell’università. È stata un’esperienza molto significativa, un’ottima opportunità per integrarmi al meglio; tra di noi è nata una bellissima amicizia che spero possa durare nel tempo!
 
D: Qual è il tuo ricordo più bello di questi mesi in Italia?
I miei ricordi più belli sono tutti legati agli amici che ho conosciuto all’Università, perché è qui che ho trascorso la maggior parte del mio tempo… persino il sabato! Non amando studiare a casa, ho frequentato spesso la biblioteca e il parco dell’Ateneo e devo dire che si stava davvero bene.
 
D: Come descriveresti il tuo Erasmus in pochissime parole?
Un’esperienza che capita una sola volta nella vita e quindi un’opportunità da cogliere al volo!
 
D: Cosa miglioreresti di questo Ateneo?
Alla UNINT ho trovato docenti preparati, insegnamenti interessanti e aule adeguate. Ho anche apprezzato molto tutti gli eventi organizzati dall’università: conferenze, workshop, la festa di fine anno accademico…  L’unico appunto che muoverei riguarda il cibo e i luoghi di culto: l’università è un ambiente internazionale, tuttavia mi è capitato diverse volte di trovare scarsa scelta di cibo per musulmani. Inoltre spesso mi è pesata l’assenza di un luogo in cui poter pregare; noi musulmani preghiamo cinque volte al giorno e questa era dunque una mia esigenza rimasta insoddisfatta. Sarebbe sufficiente creare un ambiente, anche piccolo, senza decorazioni particolari e con un tappeto, in cui concentrarsi interamente sulla preghiera.
 
D: Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Vorrei innanzitutto completare il mio percorso di studi e poi proseguire nel campo dell’insegnamento o della traduzione, in un’ambasciata o in altre istituzioni prestigiose.
Roma mi mancherà molto, ma ci ritornerò un giorno. Di certo questo non è un addio ma solo un arrivederci!  

"L'Italia che vorrei" : in occasione della cerimonia di chiusura dell'anno accademico 2016-2017 gli studenti UNINT sono stati invitati a condividere le proprie riflessioni sull'Italia di oggi e di domani. Quello che segue è il discorso di una studentessa Erasmus dal Marocco pronunciato nell'ambito dell'iniziativa "Cara Italia ti scrivo. Riflessioni sull'Italia che vorrei" Dear Italy, 
My name is Kaoutar Chahbane. I am a Moroccan student and I am writing to you on behalf of the Erasmus students. 
Three to four months ago, we came to Italy from different countries, different continents, and different parts of the world. In the time we spent here, we were fascinated by your historical buildings; each street and each building tells a story, stories of different civilizations, and stories of different people. 
In Italy, we met so many wonderful human beings, and made friends from all over the world. More importantly, we saw how nations, different as they are, or as we think they are, can have so many things in common, even if it is not shown. 
As for what we want to see different, what we want to change, we won't just address you Italy, we will address the world. We consider ourselves global citizens, and so there are some basic aspects that we would love to change.
We , the global citizens, want clean well-structured streets.
We want organized well-functioning administrations.
We want people to have equal rights and chances, whatever their gender, religion or ethnicity. 
We want a country and a world in which other languages are respected, tolerated, and welcomed. 
We want to live in a country, in a world, where diversity is celebrated. We want to live in a world in which a Muslim, a Christian, a Jewish, a Hindu, an atheist can live next to one another, accept and respect each other.
We want a world without prejudice, or stereotypes, without violence or war. This can happen, we believe, if we, individuals, come together and decide to change. Erasmus, this university, and this kind of gathering show that bringing people of different cultures, languages, religions can work and it is much much powerful than anything else.
 
Sincerely, 
The Erasmus students, 
Thank you. 
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